Correnti, vortici e visioni ingegneristiche: il Castello di Clos Lucé dispiega, dal 6 giugno al 13 settembre 2026, un percorso immersivo che si immerge nello spirito effervescente di Leonardo da Vinci, eterno innamorato dell'acqua.
Correnti, vortici e visioni ingegneristiche: il Castello di Clos Lucé dispiega, dal 6 giugno al 13 settembre 2026, un percorso immersivo che si immerge nello spirito effervescente di Leonardo da Vinci, eterno innamorato dell'acqua.
Voglia di un pretesto per cultura e aria aperta? Ad Amboise, il Clos Lucé apre le sue porte per tutta l'estate a "Leonardo da Vinci maestro dell'acqua".
Un intervallo di tre mesi, tra le vecchie pietre della dimora e il fogliame del parco, per (ri)scoprire l'artista-ingegnere attraverso il suo elemento prediletto: l'acqua in tutte le sue forme.
Il percorso si estende su 330 m², uno spazio che assomiglia quasi a un vasto quaderno di schizzi dove vorticano disegni originali, modellini e dispositivi interattivi.
Con un passo, si passa da un manoscritto del Rinascimento a una proiezione immersiva; con un altro, si sfiora un modello di pompa o di vite di Archimede ricostruito. Nulla è fermo, tutto scorre.
Il momento culminante dell'incontro: diversi fogli del Codex Atlanticus hanno lasciato la Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Queste pagine, spesso minuscole ma di una precisione incredibile, testimoniano la pazienza di Leonardo nell'annotare correnti, vortici e altri capricci liquidi. Osservarle da vicino significa letteralmente immergersi nel suo cervello in ebollizione.
Lo scenografo ha deciso di dividere la visita in sei sezioni. Si affrontano: la simbologia dell'acqua, il suo ruolo nella pittura, la meccanica dei fluidi, il modo in cui l'elemento modella i paesaggi, senza dimenticare le applicazioni tecniche e, come gran finale, un'esperienza audiovisiva coinvolgente.
Il percorso si snoda come se si seguisse il corso di un fiume, con meandri, sorprese e punti di vista mozzafiato.
Se si conosce il pittore della Gioconda, a volte si dimentica l'ingegnere. Tuttavia, la mostra lo ricorda: l'italiano disegnava canali, chiuse, mulini e macchine idrauliche con la stessa passione dei suoi ritratti.
Presagiva già che l'acqua potesse diventare energia, strumento di pianificazione territoriale e fonte di innovazione per le società umane.
Qui, un paesaggio fluviale dipinto con inchiostro marrone; là, uno schizzo di canale costellato di calcoli. L'allestimento affianca estetica e ricerca scientifica, dimostrando che per Leonardo, bellezza e utilità non si escludevano mai.
Si esce quasi convinti che la poesia di un torrente e la precisione di un diagramma appartengono alla stessa famiglia.
Al termine del percorso, le luci calano e si penetra in una sala avvolgente. Suoni d'onda, proiezioni mobili, mormorio di cascate: il visitatore diventa spettatore e... un po' esploratore.
Un modo delicato di chiudere il cerchio e di ricordare che l'acqua, risorsa universale, è sempre una questione di sensazioni.
Senza mai impartire una lezione, l'esposizione risuona con le nostre domande contemporanee. Dominare e preservare l'acqua, questione vitale ieri come oggi. Uscendo, ci si sorprende a scrutare il più piccolo ruscello o fontana con un occhio nuovo, quasi leonardesco.
Codex Atlanticus: vasta raccolta di migliaia di pagine che riunisce schizzi, scritti e progetti di Leonardo, compilata dopo la sua morte.Vite di Archimede: dispositivo a spirale usato per sollevare l'acqua, impiegato fin dall'antichità.Idrodinamica: ramo della fisica che studia il movimento dei liquidi.
La visita è proposta dal 6 giugno al 13 settembre 2026. Per conoscere tutto sugli orari o per preparare la propria gita nella Loire, si consiglia di visitare il sito ufficiale del castello.
E perché non prolungare la giornata con una passeggiata nel parco, arricchita da ricostruzioni a grandezza naturale delle invenzioni di Leonardo? Un ottimo modo per lasciar vagare l'immaginazione, con i piedi (quasi) nell'acqua.
Da sala in sala, "Leonardo da Vinci maestro dell'acqua" ricorda che uno spirito libero può fare onde... per cinque secoli.
Quindi, quest'estate, direzione Amboise: un tuffo artistico e scientifico vi aspetta, senza schizzi ma con molto stupore.